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I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. AMOS OZ

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lunedì 3 marzo 2014

Cosa hanno evocato le mie letture

Sarà un post strano, questo. Spero di riuscire a spiegarvelo. Come avrete intuito leggo molto, mi piace, mi estraneo, viaggio e quindi lo faccio anche quando sono stanca, quando mi si chiudono gli occhi, quando il tempo è "contato".  Solo in una occasione non riesco a farlo: quando le parole di un romanzo, o un saggio, o un racconto mi intasano la testa e non riesco a focalizzare il narrare.
Ora.
Quando un libro mi "prende", solitamente c'è sempre una frase, a dire il vero è un concetto, che mi colpisce. Siccome succede di rado, ho pensato. A quella frase voglio dare un' immagine.
Quindi.
Citerò la frase, metterò la copertina del libro, così che potrete avere dei riferimenti concreti e poi l'immagine che quel concetto mi ha evocato.



 "Marcus, gli scrittori sono esseri così fragili perchè possono subire due tipi di dispaiceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d'amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può divenatre molto doloroso." tratto da La verità sul caso Harry Quebert di J. Dichie



















"In quel piccolo villaggio di pescatori che era Yoroido, vivevo in una catapecchia che avevo ribatezzato  <<la casa ubriaca>>.Sorgeva in cima ad una scogliera dove il vento dell'oceano soffiava in continuazione. Quand'ero bambina ero convinta che il mare si fosse preso un terribile raffreddore, perchè tossicchiava sempre e in certi periodi emetteva uno spaventoso starnuto, che nonera altro che una tremenda folata di vento cariche di gocce d'acqua." tratto da Memorie di una geisha di Artur Golden









Perchè ho scelto quelle tre immagini? Provo aspiegarlo attraverso tre aggettivi, partendo dall'altro: immensità, passione, origini.

Che ne pensate?


10 commenti:

  1. quebert , letto e da me commentato qualche tempo fa, mi è piaciuto e ne sono rimasta colpita. ..sua per la trama che per l'ambientazione
    simonetta

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  2. I libri alla fine ci fanno viaggiare con l'immaginazione e quando ti prendono, non li dimentichi facilmente.
    Saluti a presto.

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  3. Quella di abbinare un'immagine a qualcosa, qualunque cosa, come un libro, una poesia, un racconto una frase ma anche a un pensiero ad una personalità, l'ho sempre trovata interessante mi piace in modo particolare.
    I tuoi abbinamenti foto/frase/libro quindi mi affascina.

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  4. Stefania, scusa se sono sparita. E' già parecchio che non riesco né ad aggiornare il mio blog né a visitare gli amici. Sto facendo troppe cose tutte insieme, tutte urgenti e poi sono così stravolta che non ce la faccio a pensare anche al blog. L'ho aperto questa sera dopo giorni ...
    C'è una frase o un concetto, come dici tu, che ha preso anche me "Scrivere un libro è come amare qualcuno: può divenatre molto doloroso." Si, un libro è una creatura, concepirlo è un parto, a volte un travaglio infinito, e un libro maltrattato è pari al dolore per un figlio che soffre. Ciao carissima. Abbi pazienza se ogni tanto non mi vedi, è sempre a causa di forza maggiore. Io amo il mondo dei blog.

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  5. È una condizione... credo che una delle caratteristiche di un libro che ne denuncia la grandezza è proprio questa capacità di evocare immagini; non necessariamente immagini descrittive o descritte, ma che si materializzano spontaneamente nell'ingorgo delle parole. È una cosa che capita anche a me e devo dire che, talvolta, ad immagini e parole, senza che me ne renda subito conto, ed in un crescendo che tarda persino ad essere completamente consapevole, s'aggiunge la musica. Un violino in un libro di Musil, un sax alto in uno di Chandler, dietro le quinte, forse, d'una polaroid sbiadita delle strade di notte...

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  6. un punto di vista interessante, i libri aiutano a scoprire cose nuove, nuovi mondi nuovi orizzonti nuovi punti di vistam tuttavia non mi piace quella frase dle primo libro scrivere un libro è come amare qualcuno e può essere anche doloroso.
    Scrivere un libro è mettere creatività, fantasia, immaginazione, cose personali ma deve sempre esserci un distacco personale non è la proiezione di se stessi, devi fare viaggiare e riflettere il lettore in un mondo che non è detto che sia il tuo.

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  7. Un'idea brillante la tua, che terrò a mente, una sorta di utile flashback per rivivere subito una lettura.
    "Scrivere un libro è come amare qualcuno: può divenatre molto doloroso" Se fossi questo autore, sarebbe doloroso rileggermi! Un caso letterario che trovo assolutamente inspiegabile, un romanzo prolisso,un giallo inverosimile e una storia inverosimile; dei personaggi che sono delle macchiette, degli stereotipi, a cominciare dalla madre ebrea.
    Nè un giallo nè un romanzo d'amore. Un'improbabile Lolita e un 35enne tontolone che non riesce a trovare una soluzione responsabile ad una differenza d'età.
    http://www.amazon.it/product-reviews/8845273288

    Recensioni che mi trovano totalmente d'accordo
    Se dovessi ricordare questo libro con un'immagine ci metterei un mattone
    Ma a te è piaciuto, oppure quell'immagine significa che lo butteresti a mare?
    Cristiana

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  8. Leggo parecchio,ma non saprei legare un libro ad una immagine o frase:l'ho capito quando ho provato a rileggere libri che mi avevano colpita,impressionata in altre età e situazioni.Ogni volta,a distanza le impressioni sono diverse.Ho letto da poco il primo libro "La verità su caso.."ho fatto fatica,inizialmente,poi la lettura scorre veloce,i personaggi un po troppo caricati,mi sono persa a capire l'ambiente un po provinciale,con tutti i difetti,le manie , le bugie neanche ben mascherate,l'ipocrisia della gente.il resto è rimasto molto sullo sfondo.Bella la frase che riporti ma non riesco a legarla all'autore.

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