BENVENUTO

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. AMOS OZ

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giovedì 23 novembre 2017

Vi presento un bel libro...

Luglio 2017. Reparto lungodecenti il più silenzioso dell’ospedale. Un urlo forte e stentoreo si alza da una camera, un inno:
<< Compagni avanti, il gran partito dei lavorator…>>  
Che accade?
Suor Giulia cominciò a correre verso la zona dalla quale si levava l’inusuale canto, la mano sulla testa per trattenere la cuffia. Non voleva credere a quello che, mentre si avvicinava, le veniva da pensare.
Perché?
In quella stanza il 13 giugno del 1984 viene portato Giovanni ventenne con un grave trauma cranico. È in coma…da 33 anni
Ora è sveglio! 
Un libro che ho letto in pochissimo tempo, che mi ha incuriosita, che mi ha fatto ripercorrere i tre decenni di storia, che mi ha commosso e mi ha fatto sorridere.

Immaginate lui che si risveglia cinquantenne mentre  il suo ultimo ricordo è da ventenne.
Immaginate i grandi cambiamenti a cui non ha potuto assistere.
La caduta del muro di Berlino

La Jugoslavia (ormai ex)

e poi i supermercati, internet, il kebab, i vegani, il cellulare


il casco da indossare quando si va con lo scooter.

Lui abituato sul suo "Ciao" e capelli al vento.

È un bambino cinquantenne.
Un libro scritto benissimo. Un libro che vi consiglio di leggere. Vi stupirete del finale e vi innamorerete di tutti i personaggi che gravitano intorno al protagonista: Giulia la giovane suora che lo ha accudito, la psicologa Daniela che lo aiuterà a rinascere e suo figlio Enrico che aiuterà Giovanni ad inserirsi nel presente tecnologico.



domenica 12 novembre 2017

A proposito di sculture...

L'altra sera Sandra, una mia amica, mentre cenavamo,  mi fa vedere le sculture di Matteo Pugliese: bellissime, espressive e particolarmente accattivanti; i corpi, incastrati su una parete, sembrano volerne uscire fuori. La mimica facciale lascia interdetti: congelati in quella smorfia sembrano comunicare tutto il loro dolore.





Grazie Sandra.