
Carissimi amici blogger, spero che le feste appena terminate siano state speciali. Comunque. Vorrei segnalarvi questo film: Il manoscritto del principe di Roberto Andò del 2000. Il manoscritto è quello di Giuseppe Tomasi di Lampedusa "Il gattopardo". Questo film racconta, in particolare, del suo rapporto con gli allievi ventenni Guido e Marco (Gioacchino Lanza Tomasi e Francesco Orlando).
IL LIBRO fu rifiutato da Mondadori e da Einaudi, giunse a Giorgio Bassani, editor della Feltrinelli e...
... il dattiloscritto fu pubblicato nei "Contemporanei" eccovi la PRIMA PUBBLICAZIONE nel 1958.
Peccato che lo scrittore morì un anno prima.

Nel 1963 Luchino Visconti, con un cast eccezionale (Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Giuliano Gemma, Ottavia Piccolo) vinse con Il Gattopardo 16ª edizione del Festival di Cannes.
Spero sia riuscita a incuriosirvi. Fatemi sapere.
Il film di Visconti l'ho visto, mentre il libro da cui è tratto non l'ho letto.
RispondiEliminaMagari potrei vedere il film che segnali tu, così ne saprei di più su tutti i retroscena :-)
Ti auguro un bellissimo 2014!
Sia il libro, prima, che il film, dopo, mi avevano catturato e caricato di entusiasmo per quel mondo scomparso. Interessante quello che proponi per la ragione che cita maris.
RispondiEliminaSia il libro che il film mi sono piaciuti molto, ottima scelta :)
RispondiEliminaLibro e film bellissimi*_* Auguri per un 2014 sereno e con tante soddisfazioni!
RispondiEliminamai sopportato il gattopardo, mai
RispondiEliminaIl Gattopardo è uno dei miei libri preferiti.
RispondiEliminaUn abbraccio
l'ho letto tempo fa, ma non me lo ricordo per niente, magari è il momento di rileggerlo!!! il film non l'ho mai visto.
RispondiEliminagloria
interessante davvero. Grazie
RispondiEliminaPer Einaudi lo rifiutò Vittorni che invece scelse il capolavoro di D'Arrigo, Horcinus orca... le ragioni di quel rifiuto stanno nel DNA dei Siciliani che volevano, in quegli anni tremendi, voltare pagina. Ma "tutto cambia perché nulla cambi". Ed erano gli anni di Scelba ("La mafia se non ci fosse bisognerebbe inventarla"). E' probabile che il Gattopardo rappresentasse per Vittorini, testimone delle grandi rivolte antimafiose e democratiche dei contadini siciliani di quegli anni, che culminarono nei fatti di Avola, una sorta di canovaccio culturale cui attenersi ideologicamente per ricostruire antichi privilegi allora messi in discussione. Devo dire, che in quest'ottica, condivido il rifiuto di Elio Vittorini a che quel libro fosse pubblicato. Ma ci sarebbe molto da dire ancora su quegli anni che ancora oggi non trovano spazi adeguati sui libri di stroria.
RispondiEliminaCiao stefania
RispondiEliminasono felice che sei passata a trovarmi io adoro leggere ti seguo volentieri ciao elisa di spicchidelgusto