BENVENUTO

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. AMOS OZ

lunedì 1 aprile 2019

Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani

Il viaggiatore notturno di M. Maggiani: 200 pagine, 9 capitoli e... tanto da imparare.

Meraviglioso.

Il protagonista è un etologo che attende il passaggio delle rondini nel deserto del Sahara.  Ci troviamo in Algeria.

Facendo sue le massime di un monaco vissuto in quei luoghi lunghi anni père Foucauld e ascoltando i racconti del tuareg Jabil, traduttore e sua guida,  farà i conti con e stesso.
Incredibile.

Il lettore è al suo fianco, osserva con lui, vede attraverso i suoi occhi e sente...


Sono stata nel cuore del deserto sahariano, nell'Hoggar,














 

Nell'altopiano dell' Assekrem, considerato il centro dell'universo, 

ho visitato l'eremo che père Charles de Foucauld 
costruì con le proprie mani, nel 1911.


Mi sono lasciata contaminare.

Gli uomini tagil, tra di loro, si chiamano alaghj che in lingua vuol dire fratello, ed è una parola molto dolce, un respiro, impronunciabile a voce alta.
Interessante il rapporto che li lega con la scelta del proprio cammello:
"Jibril dice che ogni tagil ha nel cuore un ventricolo per ospitare l'amore della propria cammella. dice che questo non posso capirlo.[...] dice che quando un tagil sceglie la sua cammella fra i puledri di un branco, da quel momento l'animale non appartiene più alla stessa razza degli altri." 














Lo shesh di Jibril non è turchina del colore tagil, ma verde del colore dell'Islam.

Jibil  dice al protagonista che:"La notte serve a riposarsi dai pensieri del giorno e il giorno non dà riposo ai pensieri della notte i pensieri della notte sono tentazioni dei demoni, salpgono dalle crepe della terra come scorpioni. come gli scorpioni in cerca dell'umidità  della notte per dissetare l'anima seccata."

Nel silenzio del deserto, c’è posto per i ricordi del protagonista: il Caucaso, la guerra in Bosnia, il suo amico Dinetto, le rondini, il popolo dei kubachi e della Perfetta, il samovar per fare il tè.

"Ormai è notte fonda. senza dasrlo troppo a vedere si è fatto lentamente largo tra le montagne a levante un qurto di luna crescente con la gobba all'ingiù."

 

















E poi ho ascoltato tante storie, inventate e della tradizione.


E poi tutti a Tamanrasset, il centro più importante della società dei tuareg algerini.

Questo libro ha vinto il premio Strega 2005.

lunedì 18 marzo 2019

Leggere, che potenza!

 

 Un libro che narra le sventure di Frida in un modo originalissimo!
Il mito di Frida non mi ha mai incuriosito. I suoi quadri mi trasmettono angoscia e il suo tratto non mi piace, ma... l'altro giorno "inciampo"  su questo libro. La casualitàmi ha condotto nel suo mondo. Alexandra Scheiman,  è una scrittrice e psicologa messicana, autrice di racconti e di un libro illustrato per bambini. Lei è stat bravissima ha utilizzando il tempo presente per narrare la storia della pittrice: a sei anni è colpita da poliomelite che non le fa cresere una gamba, a 14 l'autobus dove lei viaggia fa un incidente e lei viene infilzata dal passamano dell'autobus, il suo matrimonio con Rivera e tante altre sventure narrate con maestria.



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El panzon

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A Chicago conosce "il dottorino"

































 E voi vi chiederete: "Be', cosa c'è di speciale in questo libro che già non si sappia?" Eccolo qui:

La struttura del libro è interessante: capitoli corti che terminano con uno stralcio del suo taccuino e delle sue ricetta messicane.
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Messico, tradizione, credenze e storia... un libro da leggere o regalare accompagnato da una bottiglia Tequila!

Leggetelo, avrete modo di conoscere un altra Frida.
Regalatelo, farete una bellissima figura con chi ama la cultura.
Custoditelo, servirà per preparare ricette messicane.

mercoledì 6 marzo 2019

Che meraviglia!

E se fondassimo il futuro sul racconto alle nuove generazioni anche del "bello" da recuperare dal passato? Guardate qui, un servizio del giornalista Umberto Braccili che fa riflettere e dà speranza.