BENVENUTO

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. AMOS OZ

sabato 21 luglio 2012

Se vi capita, leggetelo.


Niente ferisce, avvelena, ammala quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po’ di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s’accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono. (Oriana Fallaci, Un cappello pieno di ciliege - 15 euro, BUR)



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lunedì 16 luglio 2012

Maledetta ignoranza!

Ero più tollerante, ricordo che mi capitò di dover parlare con una persona ignorante ed io pazientemente cercai di farle capire, di spiegare. Fu inutile, ma almeno ero soddisfatta anche se un po' frustrata. Ora. Ignorante può significare o "che non si ha sufficiente padronanza di una materia" o "che non si conoscono le regole della buona educazione" quindi o una persona è incolta o maleducata e quindi rozza. Ecco. Mi trovo a dover sopportare persone zotiche e grezze che li prenderesti a schiaffi o a parole (perchè conosci la tua superiorità dialettica) e, volete sapere la mia reazione?  Mi burlo di loro. Mi diletto a prenderli per i fondelli. Lo so, lo so è inutile, superfluo, lo so. Ma almeno sorrido, anche se quella rabbia latente dentro rimane, è lì! Alla luce di quanto mi è successo mi sono tornati in mente un paio di libri: L'ignoranza di M. Kundera (libro) - ignoranza intesa come nostalgia -, Il potere della stupidità di G. Livraghi (libro) - per controllarla e ridurla -, e Il libro dell'ignoranza di Lloyd - Mitchinson (ne è uscito un secondo) - per evitare di diventarci!

martedì 10 luglio 2012

A volte penso che...


A volte penso che si spenda poco tempo con le persone anziane, con le persone a cui vogliamo bene e con chi  sappiamo è sempre lì. A volte ci sfugge l'essenziale, ci angoscia il presente e ci ammaliamo di rabbia. 


 
Altre volte sembra che, guardando la tv o leggendo il giornale, tutto debba precipitare irrimediabilmente: quanti sacrifici ci vengono chiesti, accidenti al deficit, ma sono corsi e ricorsi storici e capisco e ammiro mia madre quando mi dice: “Il pane, dovevamo andarlo a prendere con la tessera e ci doveva bastare”, 




e in leccese mi consiglia: "Sparagna la farina quandu la mattra è cchina, ca quandu lu fundu pare a gnenti serve lu sparagnare" (Risparmia la farina quando la madia è piena, che quando il fondo appare, non ti serve a niente risparmiare).

  


Certo, altri tempi, altri modi di vivere, altri pensieri, altra Italia però lo trovo saggio e concreto. 
 
Questa riflessione m'è venuta ascoltanto radio deejay, questa mattina quando Savino e Linus parlavano di una vecchia canzone cantata da Manfredi Basta [...] 'n par de scarpe nove pòi girà tutt'er monno.